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01/07/07 Squali ed inquinamento
Gli squali hanno trovato un metodo originale per
difendersi dall'inquinamento.
Segue..
13/02/07 Capodogli A largo
della SIcilia c'è un fero paradiso dei Capodogli.
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24/01/07 Squalo preistorico
E' emerso dagli abissi vicino le coste del Giappone.
Segue..
24/01/07 Sub dispersi a Elphiston
Pubblichiamo l'appello lanciato dal sub russo Vladislav Lukyanchenko
che si è salvato dalla tragedia che vede ancora dispersi i suoi amici.
Segue..
15/03/06 Formica nuotatrice
Entomologi australiani hanno scoperto la sola specie di
formiche al mondo che nuota naturalmente
Segue..
28/02/06 CALAMARO GIGANTE In
mostra a Londra presso il Natural History Museum's
Darwin Segue..
06/02/06 Gara di nuoto interrotta.
Una gara di nuoto su lunga distanza nel mare di fronte a
Sydney è stata interrotta perché uno squalo di oltre tre
metri è stato visto puntare i nuotatori impegnati nella
competizione.
Segue..
25/01/06 Capodoglio nel Tamigi. Willy, così era stato chiamato il
grande cetaceo, è deceduto durante il tentativo di
salvataggio da parte di una squadra di soccorritori che
avevano issato il grande animale marino a bordo di una
chiatta nel tentativo di riportarlo in mare.
Segue..
28/11/05 Tokio MEDUSE GIGANTI In gergo
scientifico si chiama stomolophus nomurai, la gigantesca
medusa fotografata al largo delle coste orientali del
Giappone, nella regione di Fukui.
Segue..
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ANSA Domenica 01 Luglio 2007
Gli squali hanno depuratore per metalli
ROMA - Gli squali hanno trovato un
metodo originale per difendersi dall'inquinamento: dei
parassiti nell'intestino assorbono i metalli al posto
loro, evitando che finiscano nei tessuti. La scoperta è
dei ricercatori dell'università di Aberdeen, secondo cui
questi 'depuratori portatili' possono fornire anche
utili indicazioni sull'inquinamento in mare aperto. Lo
studio è stato pubblicato dalla rivista Parassitology. I
biologi scozzesi hanno raccolto e sezionato sedici
carcasse di squali della specie Charcharinus dussumieri,
che vivono nel Golfo Persico. L'analisi dei parassiti
intestinali degli animali ha rivelato che due tipi di
tenie avevano un tasso di piombo e cadmio nei tessuti da
300 a 450 volte più alto di quello riscontrato nei
tessuti degli squali.
Una scoperta simile era stata fatta da altri scienziati
su pesci più piccoli, ma è la prima volta che un simile
indicatore del livello di inquinamento viene trovato in
cima alla catena alimentare marina. "Possiamo usare
questi parassiti come i canarini nelle miniere - spiega
Kenneth MacKenzie, che ha coordinato lo studio condotto
insieme all'università di Teheran - se osserveremo che
questi iniziano a morire come risultato di un
avvelenamento da metalli pesanti potremo dedurre che i
livelli di inquinanti stanno diventando troppo alti, e
che le specie più grandi sono in pericolo". In natura
esistono molti organismi marini che fanno da filtro per
le sostanze tossiche prodotte dall'uomo, soprattutto
molluschi come vongole e ostriche, ma tutti quelli
trovati finora vivono vicino alla costa. In questo caso
invece le indicazioni dei parassiti riguardano il mare
aperto, un'area delle cui condizioni si sa ancora poco.
Secondo i ricercatori, comunque, il ruolo dei parassiti
è importante anche per gli squali stessi, che vengono
protetti dalle sostanze tossiche. "Se la stessa
concentrazione di metalli che abbiamo trovato nelle
tenie fosse stata nei tessuti degli squali - conferma
Masoumeh Malek dell'università di Teheran - ci sono
pochi dubbi che la salute del pesce sarebbe stata
compromessa". I ricercatori stanno pianificando di
studiare altre specie di squali, alla ricerca di
indicazioni sulla presenza di metalli nelle acque
profonde, dove vengono portati dalle correnti marine.
"Sappiamo poco su quello che succede nell'oceano
profondo - spiega MacKenzie - analizzare i parassiti di
squali che vivono a grandi profondità potrebbe essere
molto interessante". Secondo l'Unep, l'agenzia dell'Onu
per l'ambiente, ogni anno almeno 85mila tonnellate di
questo tipo di inquinanti viene riversata in mare dalle
industrie, mettendo a rischio la salute dell'ecosistema
marino ma anche dell'uomo. I metalli infatti si fissano
nei tessuti degli animali marini, risalendo poi nella
catena alimentare, fino ad arrivare a specie consumate
dall'uomo. Questo riguarda ad esempio il tonno, nelle
cui carni vengono trovati periodicamente quantità
preoccupanti di queste sostanze tossiche.
Fonte: ANSA
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