Rivista "Il Subacqueo" Giugno 2004
Con le immersioni in acque dolci
Il mulino di Capodacqua
Immergersi non
significa solo mare e in Italia la possibilità di
esplorare anche la vita sommersa di un lago o di un
fiume è senz'altro cosa alla portata di tutti. Le
immersioni in acque dolci hanno un sapore del tutto
diverso da quelle in ambiente marino, ma non per questo
non lasciano spazio alle sorprese. La scelta di una
destinazione piuttosto che un'altra è dettata
principalmente da desideri del tutto personali, ma in
queste pagine noi vorremo segnalarvi una meta semplice e
curiosa che ben merita di essere esaminata. Ci troviamo
nella valle del Tirino o Valle Trita, una depressione di
origine tettonica circondata da rilievi carbonatici.
All'interno di essa si sono accumulati, nel quaternario
antico, sedimenti di ambiente lacustre di notevole
spessore. La parte di sedimenti più prossima alla
superficie è formata da limi calcarei bianchi. questi
ultimi affiorano spesso in vicinanza delle sorgenti del
Tirino e, data la scarsa permeabilità, costituiscono
locali sbarramenti alla circolazione idrica sotterranea
contribuendo a determinare lo sbocco in superficie delle
acque di falda provenienti dal Gran Sasso e dalla piana
di Navelli. Se volete trascorrere una giornata diversa
dal solito, avvolti dalla limpidezza che soltanto una
sorgente d'acqua può offrire e da un ambiente piuttosto
atipico, vi suggeriamo di preparare le attrezzature e
partire alla volta di Capodacqua, un piccolo paese a 500
m sul livello del mare alle porte della città de
L'Aquila. nel bel mezzo di una piana montana troviamo un
piccolo lago sorgivo, protetto dalla riserva naturale,
la cui nascita risale a circa cinquanta anni fa.
All'origini il lago aveva dimensioni più contenute
rispetto a quelle odierne, ma un successivo intervento
dell'uomo per la realizzazione di una diga ne fece
aumentare la superficie. Un piccolo mulino in pietra e
alcune case coloniche che qui si trovano vennero così
sommerse dall'acqua, e oggi li possiamo osservare a
soltanto dieci metri di profondità. il fondo è ricoperto
di un sottile strato di alghe verdi mentre altre piante,
sottili e lunghe di poco dissimili dalle canne di bambù,
danno vita a strane fantasie botaniche. La temperatura
dell'acqua è intorno ai 6 gradi centigradi, e va da se
l'obbligo di un'adeguata protezione. Le antiche mura
delle case e del mulino sono in parte crollate, ma
ancora oggi è perfettamente riconoscibile l'antica
planimetria. Una grossa arcata, una volta l'ingresso a
un edificio, appare oggi sospesa nel nulla, attraverso
la quale è ancora possibile accedere offrendo una
straordinaria cornice fotografica che merita di essere
immortalata. Un vecchio albero fa ancora bella mostra di
sé in quello che dove essere il cortile di una casa,
mostrando un'aria un poco sinistra con i suoi rami
spogli e ricurvi. Il divertimento, proporzionale al
tempo di immersione pressoché illimitato, è originale e
certo.
Fonte:
Rivista "Il Subacqueo" Giugno 2004