Di Jolanda Ferrara CAPESTRANO
La rivelazione arriva dall'acqua limpida e pura di quel piccolo mare calmo che è il lago di Capodacqua, l'Atlantide d'Abruzzo che fa sognare o meglio ancora "volare sott'acqua", sub appassionati e filmmaker (di fantascienza) affascinati dallo spettacolo dei ruderi medievali visibili sotto la sua superficie. Un ambiente incontaminato e unico nel suo genere che ha stimolato la creatività visionaria di Mario Di Paolo, abruzzese top creator del packaging design applicato a wine & spirits, che ha deciso di insediarsi "in punta di piedi" nella Valle del Tirino, sperimentando su quei fondali poco profondi l'affinamento in anfora di una massa di mosto ricavato dai vicini vigneti coltivati con il suo partner d'avventura Alfonso D'Alfonso. Si chiama Fuoridimè - Rivelazione il primo vino appena ripescato dopo 9 mesi di invecchiamento underwater in 4 orci di terracotta da 55 litri di capienza massima ognuno. Recipienti ermeticamente sigillati e recuperati per un primo monitoraggio che sarà seguito da Giuseppe Arfelli, docente di enologia al Dipartimento di bioscienze dell'Università di Teramo, che ne studierà l'evoluzione. Le operazioni di recupero sono state affidate all'intervento, a titolo gratuito, del Nucleo carabinieri subacquei di Pescara coordinati dal primatista di apnea sotto i ghiacci Dante Cetrioli, grande esperto del piccolo ma straordinario ambiente di Capodacqua, «una piscina naturale ideale per l'allenamento dei sub e fredda come i laghi alpini» rivela il sub. Rosso violaceo di struttura, versatile a tavola come sa essere un iconico Montepulciano d'Abruzzo d'altura diraspato a mano, Rivelazione è un vino fuori dalle dinamiche convenzionali e ben rappresenta la vocazione del territorio. Verrà imbottigliato con un’etichetta speciale frutto della collaborazione con l'artista Giuseppe Stampone «ma non sarà destinato alla commercializzazione» chiarisce Di Paolo, «poiché il lago è parte integrante di un patrimonio naturale di altissimo valore, e noi vogliamo contribuire ad esaltarlo e farlo conoscere al resto del mondo». Tutta l'operazione, dice ancora, è una forma di co-marketing con il territorio e il Comune di Capestrano, un progetto di ricerca e valorizzazione attraverso una viticoltura attenta alla storia, alle stratificazioni del tempo, alle antiche civiltà che qui si sono insediate e alla cultura moderna pronta a riappropriarsi delle proprie origini. «Un modo di rimettere l'uomo all'interno della natura in un luogo a lungo marginalizzato, dimenticato ma straordinario e ancora incontaminato». L'esperimento, inedito, può già dirsi riuscito annuncia Di Paolo: «Per la prima volta si sperimenta l'affinamento sul fondale di un bacino di acqua sorgiva (a elevato ricambio e temperatura costante compresa tra 8 e 10 gradi, ndr) condotto con tempi lenti e naturali in armonia con l'ambiente. D'altronde, l'acqua è stata la risorsa di questo posto nei millenni». «La mia idea», sottolinea il pluripremiato creativo del wine packaging globale oggi anche winemaker con l'azienda agricola "Fuoridimè" «è far capire alle menti più illuminate quanto vale questo luogo attraverso piccoli interventi di qualità, in silenzio e con passione. Non dimentichiamoci», sottolinea «che nella Valle scorre il fiume più pulito d'Europa e che Capodacqua è un posto ricco di archeologia e di vita naturale. E qui insiste una scuola sommozzatori che attira subacquei da tutto il mondo».